Il paradosso dello stadio del cambiamento

Un gran bel caso di paradosso e di disonestà intellettuale si presenta in questi giorni in Italia riguardo al voto al Senato per l’autorizzazione a procedere sul caso Diciotti.
Facendo un breve sunto abbiamo ad Agosto una ONG con un centinaio di immigrati clandestini e un divieto di sbarco del governo che li tiene in mare per quasi 10 giorni. Il divieto è puramente un pretesto politico mirato a far emergere le incongruenze dell’Europa che non rispetta gli accordi di spartizione sui migranti (ma stiamo facendo noi italiani la morale sul mantenere accordi il chè è già abbastanza paradossale). La procura di Palermo chiese il rinvio a giudizio per Matteo Salvini per sequestro di persona: seppur per motivi politici ha tenuto delle persone in ostaggio su una nave contraendo a valori costituzionali nonché ai diritti dell’uomo. Anche se in un primo momento, 2 dei tre magistrati avevano dichiarato che il reato non sussiste, un terzo ha voluto proseguire chiedendo al senato l’autorizzazione a procedere. Adesso ci troviamo da un lato il potere esecutivo che vuole accertarsi se a un politico è concesso violare il diritto solo per motivi politici e dall’altro abbiamo il potere legislativo che, in un primo momento fa il forzuto dichiarando di voler andare a giudizio quanto prima (correttamente, ndr) e poi fa una giravolta e non vuole più sapere dei tribunali, portando scuse varie del tipo “invasione di campo”, “agito per il bene dello stato”, “è stata una decisione politica” e così via.

Ma non è il voltagabbana di Salvini sul quale voglio portare l’attenzione, ma sul grande paradosso che si devono trovare a vivere i 5 stelle chiamati a votare.
I 5 stelle hanno sempre votato a favore di qualsiasi autorizzazione a procedere perché hanno sempre ritenuto che il parlamento non dovesse salvare politici che hanno usato la loro posizione per scopi personali di alcun tipo, e fino ad ora hanno sempre avuto casi che coinvolgevano persone che la legge l’avevano davvero infranta, carte alla mano, commettendo atti non leciti, permettendo quindi che i giudici si sincerassero dei fatti. Nel frattempo, gridando e sbraitando contro le autorizzazioni a procedere negate da altri partiti, si sono attirati le attenzioni, e forse anche i voti, di quelli che, a mio parare, fanno più cori da stadio e che non hanno capito perché i 5 stelle puntassero il dito. Probabilmente per loro lo puntavano a prescindere. Quindi adesso abbiamo forti cori da stadio che gridano il SI ad una autorizzazione a procedere che è puramente politica ma il Movimento 5 Stelle non è LIBERO di votare SI o NO “leggendo prima le carte” ma deve votare SI per coerenza, dal momento che ha sempre fatto così e lo deve sempre fare. E proprio questo “dover votare SI” a prescindere li sta spaventando e rincoglionedo proponendo cose come il voto online.
Purtroppo non abbiamo nessun cambiamento se ci limitiamo sempre a dover seguire cori da stadio: il cambiamento nascerá da una capacità di costruzione del pensiero politico complesso, soprattuto quello che viene dal basso, senza fondare le proprie opinioni su tradizioni (qualisiasi esse siano) ma su un tradizionale uso del cervello. Penso, forse erroneamente, che gran parte dei 5 stelle avesse chiaro che le cose vanno comprese caso per caso, ma hanno marciato molto sul grido da stadio, sugli slogan e la propaganda tipo twitter dove con pochi caratteri non solo spieghi poco ma fai capire ancora peggio, lasci libera interpretazione a chi è stato abituato da 30 anni a interpretare a pappagallo e si ritrovano adesso ad dover afforntare quelle stesse masse di persone che in qualche modo hanno assecondato nel metodo per ricevere consenso.

Ciliegina sulla torta, il massiccio caso di disonestà intellettuale: gli altri partiti, che sanno benissimo la differenza tra un caso politico e un caso di illecito, fanno come i bambini tappandosi le orecchie e gridando con il dito puntato “siete incoerenti, adesso volete dire di no dopo aver sbraidato, dovete dire di si, siete tutti uguali, allora avevate torto prima!
Se tanto mi da tanto, chi andrá a ripetere che avevano torto prima, convincerá le persone che obbligano a dire si per “coerenza con la tradizione” e ci ritroveremo di nuovo in un vortice di idee confuse e paradossi senza cambiare veramente niente. Se non lo slogan.

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Perché serve onestà intellettuale?

Ciao, sono Leonardo, ho 30 anni e mi sta andando letteralmente il cervello in fiamme. In questi ultimi tempi, in Italia, ne sto sentendo davvero di tutti i colori: trovo che la gente, non solo ha la solita scarsa memoria che ha sempre avuto, adesso è visibilmente confusa, non lineare.

Onestà intellettuale, quella sconosciuta!

Sono molto interessato alla politica da molti anni. Ho votato per la prima volta nel 2006 e ancora me ne vergogno per averlo fatto senza aver avuto alcun tipo di pensiero, di conoscenza, di critica. Niente! Zero! 18 anni buttati, direbbe mia madre.

Da allora sono stato spinto da una grande curiosità, forse anche spinto dal buco nero di ignoranza che mi aveva accompagnato. Ho iniziato a farmi le prime idee, a leggere la storia con occhi diversi e con uno spirito critico crescente. Ho vissuto direttamente tutte le vicende politiche che si sono susseguite almeno dal 2008 e ho anche cercato di capire quelle di 50 anni prima, passando da Togliatti, Einaudi, Pertini, Scalfaro, Cossiga a Craxi, Ciampi, Napolitano, purtroppo anche Berlusconi, D’Alema, insomma una iperbole tendente a zero.

La domanda più frequente che mi facevo era: ma veramente? Ma la gente se le ricorda queste cose? La risposta era sempre “NO”. La gente non si ricorda una ceppa. Quindi ci si ritrovava un Berlusconi immacolato nel 2008 come il nuovo che avanza. Nuovissimo!

Considerando oggi, la poca memoria sembra un talento a paragone con la gravissima disonestà intellettuale che si sta presentando, peggiore di quanto non fosse prima. E non parlo solo di tipi come Sallusti o Giannini o Travaglio (carta stampata), o da geni come Berlusconi (ahimè ancora) o Renzi, (chi altro c’é nel PD?), o Di Maio (insomma politici). Parlo anche della gente comune, tutti noi. Gente che commenta al bar o sui social. Forse una volta la poca memoria era anche dovuta alla poca informazione limitata dai canali. Ma adesso l’informazione è persino troppa. Te la sogni la notte la instagram story di Salvini con il suo faccione su una ruspa. Il problema è che il senso critico è rimasto sconosciuto, mettere due idee insieme pare impossibile. Le idee sono espresse a metà seppur sia necessario spendere più tempo per esprimere correttamente certi concetti, e poi vengono capiti malissimo. Analfabeti funzionali ovunque! E poi se un Renzi ti fa un twitt per dire che la crescita è a zero perchè c’é il governo Giallo-Verde, me lo spiegate come si fa in altrettanto modo a spiegare a lui e a tutti quelli che gli belavano dietro che la crescita del suo governo era dovuta al calcio nel culo che abbiamo avuto da Monti, da una ripresa generale a livello Europeo e non certo dalle sue politiche di 80 euro? Come si fa a spiegare che é adesso che vediamo i risultati delle mance elettoriali, del jobs act e di tutte le geniali misure prese dal suo governo? Come cazzarola lo spieghi?

Quindi serve onestá intellettuale e serve a me. Mi serve per poter spiegare a me stesso quella sensazione di ictus che mi viene quando leggo certe cose (tipo la teoria della terra piatta) e sciogliere la tensione. La mia! Se poi qualcuno mi legge e la pensa diversamente, io mi diverto di più!

Benvenuto !